L’immagine giusta? quella che emoziona anche un bambino.

il-potere-delle-immagini-1

Scegliere le immagini giuste per un medico (veterinario) sembra essere una delle cose più difficili: sarà perché ciò che emoziona un veterinario è molto diverso da ciò che emoziona il resto del mondo? (Siamo degli extraterrestri? più o meno……si)
In questo articolo cercherò di spiegare il punto di vista di medico e lettore. Perché le immagini sono necessarie e devono essere una attrazione per i tuoi clienti e non un motivo per scappare!
Le strategie di comunicazione passano anche dalle immagini.

Esistono degli studi e degli specialisti che fanno dell’immagine una scienza.
Ad esempio Valentina Tanzillo, ha scritto per Studio Samo, un interessante articolo in cui applica il neuromarketing alle immagini.
Il neuromarketing è una scienza che studia il comportamento delle persone, il loro modo di reagire (conscio od inconscio) di fronte a colori, immagini, comportamenti vissuti e ne applica i risultati al marketing.

E’ il motivo per cui, alle casse del supermercato trovi le caramelline e non i Tampax tanto per farti capire.
Perché negli scaffali delle grandi catene le cose che costano (o rendono) di più sono negli spazi centrali e non troppo in alto o troppo in basso.
Insomma grazie al neuromarketing

tu pensi di acquistare in totale libertà, in realtà stai acquistando esattamente ciò che le aziende vogliono venderti (tutto ciò che non ha olio di palma, ad esempio…)

Ma cosa c’entra tutto questo con le immagini?

C’entra e anche molto, perché il tuo sito o blog, oppure la tua pagina Facebook sono il luogo dove i tuoi clienti ti troveranno.
Una volta arrivati sui tuoi contenuti, le immagini che avrai inserito saranno determinanti: li faranno scappare, oppure rimanere, a seconda di cosa vedranno!!

Ma partiamo dall’inizio: a cosa servono le immagini in una strategia di marketing per medici?

A vedere certi siti italiani di medici veterinari, sembra che servano a poco (perché totalmente inesistenti) o peggio, a far scappare la gente a gambe levate!
Si perché, come già ti avevo spiegato in questo articolo riguardo  i testi dei tuoi post per i clienti, uno scritto tutto pieno di parole, non ha lo stesso impatto rispetto ad un testo inframezzato da poche e giuste immagini.

Giuste!! Attenzione: citazione per i medici, poi torno a parlare a tutti.

Dottore, se tu vedi una massa tumorale molto vascolarizzata grande come un’anguria, fotografata in un link che parla di angiosarcoma, clicchi sull’immagine, maledicendo il fatto che non si ingrandisca!
Il tuo cliente molto probabilmente, clicca per chiudere la pagina!!
La tua percezione di emozionante, utile e bello è MOLTO DIVERSA da quella dei non medici!!

Quindi, a meno che tu non stia scrivendo per dei colleghi, tutto ciò che è anatomia, sangue, vasi, cisti e compagnia bella, sono da evitare!! fistole paranali comprese!!
Anche il filmatino in cui mostri con orgoglio come si spurga un ascesso!!! Lo senti il coro???
Sta urlando:” CHE SCHIFO!!!”

Sono tornata… dicevo: le immagini devono emozionare, creare spazio, respiro tra un paragrafo e l’altro, essere rappresentativo di uno stato d’animo, oppure creare uno stato d’animo.

In questo articolo per MarkCom è ancora Riccardo Esposito a parlarci in modo davvero dettagliato di tutte le risorse per trovare immagini utili, e si addentra in modo tecnico nell’argomento, ti consiglio di leggerlo se vuoi approfondire questo aspetto.

E quindi quali immagini dovrai inserire per rendere efficace la tua comunicazione?

Dipende!! Se devi spiegare un concetto complesso, come ad esempio una posizione particolare un atteggiamento che sta a significare qualcosa allora dovrai mettere una immagine che “insegni” e “descriva” ciò che stai dicendo. Questo a patto che l’immagine non sia lesiva della sensibilità altrui.

OK, ok ti faccio un esempio pratico: L’ATTEGGIAMENTO PLANTIGRADO!

Spiegare che è un sintomo per cui l’animale ha la parte posteriore della zampa poggiata per terra, non riesce a rendere come questa immagine, che non infastidisce, ma spiega.

cane-plantigrado-diabete-nel-caneCertamente non è bella da vedere, ma almeno è significativa!
E tra l’altro rientra in quella regola che ti insegna la chiarezza ed il giusto linguaggio verso un pubblico non medico!
Se invece non c’è necessità di avere delle immagini esplicative, potrai mettere un immagine a metà del testo, che sia distensiva:

dovrai inserire delle immagini che, se dovesse vederle tuo figlio/a di non più di 6/10 anni, dovrà farlo/a sorridere.

Un gatto con gli occhiali, significa anziano, ma è simpatico e divertente

No, non sto parlando di cartoni animati (ma certamente non li escluderei a seconda del contesto e dell’argomento trattato).
Sto parlando di immagini che devono essere evocative. Di qualcosa in cui tuo figlio possa perdersi, immedesimarsi, innamorarsi.
Tutti i bambini (o quasi, insomma la famiglia Addams aveva “mano”, ma era una eccezione!!) adorano un cucciolo.
Pensa alla campagna pubblicitaria della Scottex… ha triplicato le vendite dei Labrador, pensa alla “carica dei 101”!!

Insomma prova a pensare a quante campagne di marketing sono basate sugli animali, anche le stesse che pubblicizzano farmaci.

E il motivo di questo, non è soltanto basato sul fatto che le immagini devono creare emozione positiva e non urtare la sensibilità delle persone.
C’è anche un motivo prettamente funzionale e ti spiego qual è!

Se inserisci una immagine di una lesione sulla pelle (ad esempio una zona alopecica creata da un acaro o da un fungo), corri il rischio che il tuo paziente sia soggetto ad autodiagnosi da parte del suo proprietario, il quale non ha la capacità, ne la competenza di vedere al di là di una zona senza pelo!
Vedendo questa immagine potrebbe ricondurla alla macchia sul pelo del suo pet e cercare di fare autoterapia.
Non è così che informi.
Descrivi, anche nel dettaglio se vuoi, ma non fare l’errore di creare confusione nella testa di chi legge.

Stai parlando di pulci e lesioni da lei create? Metti un gatto o un cane che si gratta o si lecca!!
Rendi maggiormente l’idea e non crei confusione.

Le persone sono arrivate sul tuo contenuto perché le stai informando, le stai educando, stai dando loro una risposta.
E stai cercando di fare capire loro che, se vogliono possono affidarsi alle tue competenze con fiducia, non dovranno sostituirsi a te, ma affidarsi a te!
Con i tuoi contenuti dovranno essere in grado di valutare e considerare le possibili soluzioni al loro problema:

  • venire da te,
  • andare in un pronto soccorso (perché sei chiuso),
  • andare dal loro medico (hanno trovato te, ma sei molto lontano),
  • attendere e cercarti .

Metti un’immagine che li tranquillizzi e li renda fiduciosi del fatto che ciò che hai detto loro, sarà la giusta soluzione ai loro problemi.
Sarai chiaro ed esaudiente, professionale e semplice.
E non dimenticarti di inserire sempre un link o un pulsante che porti ai tuoi contatti!

Anche le infografiche sono molto utili: hai presente quelle strisce che le case farmaceutiche e di mangimi ti lasciano da appendere nella sala d’attesa del tuo ambulatorio e che spiegano come alimentare il gatto obeso o con problemi di diabete? Ecco quelle sono infografiche!

infografica e immagini per blog

Si ma le prove di ciò che affermi??

L’altro giorno stavo facendo questo discorso ad un medico.
La sua domanda, per altro assolutamente legittima è stata:
“Ok ma sei proprio sicura di quello che stai dicendo, tra le immagini giuste,  almeno una lastra… potrebbe essere utile no?”
Io non ho fatto un plissè (alla Jannacci… “non ho fatto una piega” per chi non conoscesse l’Enzino milanese)

La risposta non è arrivata da me: ho preso il computer e ho cercato in rete le prove delle mie affermazioni.
Davanti al diffidente professionista ho sondato il “web veterinario” in un mercato che da anni utilizza l’inbound marketing (il metodo che utilizzo per le Wet strategies le mie strategia per il Vet sul Web).
Il mercato medicale umano e veterinario anglosassone ed americano, utilizza con grande successo, ormai da anni ed in modo assolutamente trasversale questa tecnica.
Ho cercato siti di cliniche e strutture veterinarie in diverse città straniere. Ne ho aperti una dozzina (non li linko, perché sarebbe noioso, prova tu stesso).

Non ho trovato un solo sito che avesse delle immagini o dei video di parti anatomiche, di interventi chirurgici, o simili.
A mala pena si vedono delle siringhe.
Sai che moltissime persone sono agofobiche? (io ad esempio!)

Ci sono immagini dei dottori insieme ai loro pazienti:

  • in salute (–>per ispirare fiducia)
  • con una medicazione finita ed il proprietario sorridente (–>competenza del medico e soddisfazione del cliente)
  • di animali divertenti (–>la simpatia che ispira un cane che sorride mette di buon umore)
immagini-rilevanti-per-il-blog
IL TUO CANE RUSSA DI BRUTTO?? Potrebbe avere un problema risolvibile chirurgicamente ecc ecc

Le persone devono uscire dal tuo sito contente, soddisfatte, possibilmente dopo aver cliccato e preso nota degli orari e telefono del tuo ambulatorio, e lasciando il loro indirizzo di posta elettronica per rimanere informate dai tuoi utilissimi articoli, di cui ovviamente non potranno più fare a meno!!

Quello che ricorderanno sarà la sensazione di sicurezza, oppure di angoscia che gli hai trasmesso anche attraverso l’immagine sbagliata!

Bene per oggi è tutto.
Ma per convincerti maggiormente vorrei lasciarti con questo scritto di Noemi Campegiani che, per Popup magazine ha fatto una bella analisi sul visual storytelling nel settore medicale .

Insomma, immagina un’immagine… e che sia per tuo figlio! Quella è l’immagine giusta per i tuoi contenuti, anzi.
Fai una cosa: falla scegliere a lui, vedrai che non sbaglia!

Vuoi una consulenza sulla gestione della tua immagine on line? Contattami trovi i miei riferimenti qui.

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6 thoughts on “L’immagine giusta? quella che emoziona anche un bambino.

  1. Ciao Silvia, trovo molto interessante questa riflessione sulle immagini, davvero valida per un ambito specifico come quello medicale-veterinario. Il rispetto della sensibilità del lettore e l’offerta di contenuti che non creino confusione a livello informativo sono punti chiave della comunicazione. Grazie!

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  2. Cara Dottoressa, grazie!! Sai che tutte le volte che mi capita di leggere un testo di psicologia, mi sembra di avere tutte le malattie mentali possibili??? Beh forse mica troppo normale lo sono davvero! Grazie Sonia per il commento ed il complimento!! Un abbraccio

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  3. Quanto è vero!!! È il motivo per cui nel mio blog (certo io non posso mettere immagini delle ferite psichiche) evito di nominare le categorie diagnostiche e parlo sempre in generale di ciò che può accadere.
    Brava!!!

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