Come scrivere un testo medico per il Web?te lo spiego in 5 punti

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Se hai ancora bisogno di convincerti della necessità di essere presente on line e di esserlo in modo efficace, ti scrivo due dati (fonte):

il 37% dei pazienti discute con il medico della propria diagnosi, in base a sue ricerche fatte sul web. Di questi il 20% contesta l’esattezza della diagnosi proprio in base alle ricerche fatte in rete.

Ed ancora

Il 58% delle persone cerca informazioni sul web per CAPIRE ciò che il medico gli ha detto.

La mascella? La tua intendo… chiudila e comincia a pensare che forse c’è qualcosa che non va, anche nella tua comunicazione, perché nessun medico è esente da questo, a meno che non sia assolutamente consapevole della situazione.

Cosa vogliono dire questi dati?

La prima considerazione da fare è che le persone (i tuoi clienti) quando hanno un problema, prima chiedono a Google, poi si rivolgono a te (se sei già il loro medico curante), poi ritornano su Google per verificare se ciò che hai detto è corretto.
La Laurea di Google fa molte vittime ti assicuro!
Ecco perché è così importante che tu possa essere la giusta risposta IN RETE per i tuoi clienti.

Quindi vediamo come affrontare un testo medico per il web.

Qualunque metodo tu abbia scelto, per essere presente sul web (Social Media, Sito internet, Blog) qualunque strategia tu abbia studiato è fondamentale che tu sappia che NON stai scrivendo per i tuoi colleghi, ma per i tuoi clienti.
Questi hanno la necessità di trovare risposte alle loro domande.

Si ma quali domande? Cosa cerca il mio cliente su Google?

Questo è uno dei primi e più importanti argomenti da affrontare.
Parto dal presupposto che tu non sia un esperto di Seo (la tecnica che ottimizza i testi per i motori di ricerca, sappi che questo aspetto è molto importante, perché tu puoi scrivere cose molto interessanti, ma se nessuno le raggiunge, nessuno le potrà leggere).
Il link che ti ho indicato alla parola “Seo” è di un articolo di Benedetto Motisi di Studio Samo .

Circa l’argomento da trattare, non potendo fare una ricerca sui trend che vengono maggiormente cercati (hai poco tempo lo so) io ti do un consiglio semplice, semplice.

Prendi carta e penna e segnati le domande che più frequentemente ti senti fare in ambulatorio (clinica, studio, insomma dove lavori ) dai tuoi clienti.
Non pensare che le persone cerchino cose strane o particolari: la maggior parte delle volte vogliono sapere perché il loro cane o gatto si gratta, cosa possono dargli da mangiare, giusto? Queste son le stesse domande che fanno a Google.
Queste sono le cose che vogliono sapere.

Quante volte ti è capitato di sentirti chiedere quali sono le tecniche operatorie utilizzate per risolvere una colica nel cavallo?
Più frequentemente ti sarai sentito chiedere come fare per evitarle, cosa dovrebbe mangiare il loro cavallo, no?

Ti assicuro che solo pensando a queste domande hai da scrivere per qualche mese!

E adesso veniamo al dunque come deve essere il testo medico per il tuo cliente?

Un testo dovrebbe essere soprattutto:

  • chiaro, semplice nelle spiegazioni
  • coinvolgente e possibilmente leggero
  • avere il giusto tono di voce
  • essere convincente

Vediamo quindi nel dettaglio.

La chiarezza.

Per chiarezza di un testo medico si intende un testo che, tolte tutte le espressioni tecniche (anche “ridurre una frattura” è un termine tecnico, anche “edema” o guarigione per seconda intenzione, l’ho spiegato anche in questa intervista) riesce a spiegare in modo approfondito ed esauriente un argomento complesso.

Questo per i medici (e per la maggior parte dei professionisti) è abbastanza complesso.
Il motivo è presto detto: esci da anni di studi in cui non hai fatto altro che leggere testi in “lingua medica” e continui a leggerne perché la formazione va avanti tutta la vita.
Questo linguaggio diventa parte integrante di te, non te ne rendi più nemmeno conto.
La soluzione? Fai leggere a chiunque non abbia una laurea in medicina il tuo testo e chiedi se ha capito. (E’ un buon test te l’assicuro)
E se proprio non puoi fare a meno di utilizzare un termine scientifico, metti tra parentesi la sua spiegazione.
Funziona, ed è molto utile perché spiegare qualcosa è un modo per dare risposte, dare quello che le persone vogliono davvero.

Leggerezza e coinvolgimento.

Non stai scrivendo un testo accademico, non stai scrivendo per dimostrare quanto sai ad altri medici, non stai insegnando medicina.
Stai scrivendo per i tuoi attuali e (possibilmente) futuri clienti, quindi sii leggero, non essere pedante.
Fai una breve introduzione magari con una piccola storia. Un esempio?

L’altro giorno mi è capitata una cosa strana, stavo camminando ed ho visto un cane che beveva dalla fontanella di un parco giochi.
Non la finiva più. Era davvero magro! La sua proprietaria si avvicina al cane e gli dice: “insomma possibile che ti fermi sempre mezz’ora a bere?”
Da qui ho capito che saper riconoscere i sintomi di un diabete potrebbe migliorare la vita di molti cani, eccoti quindi un vademecum….

Questa piccola introduzione è una tecnica di scrittura chiamata Storytelling: raccontare una storia per descrivere qualcosa: un prodotto, un servizio, una malattia appunto.
Rende maggiormente l’idea, perché fa mettere il lettore nei panni della situazione che descrivi, rendendola più vera. In questo Cinzia di Martino è maestra, anche il suo blog, può esserti di aiuto.

Tono di voce

La leggerezza passa anche dal tono di voce che usi.
In questo articolo di Roberto Gerosa trovi dei consigli molto utili su come trovare quello giusto.
Quello che posso dirti io è che ognuno ha il suo modo di parlare nella vita reale come nel virtuale, ma quello che io prediligo è il tono colloquiale (come avrai già notato). Più semplice, diretto e soprattutto che fa sentire a proprio agio il lettore: il TU accorcia le distanze.
Il Lei nel web non è molto adatto, salvo alcuni casi particolari.

Non ci deve essere distacco tra te e chi ti legge.

Una cosa sola io sopporto male (sarà che ormai ho una certa… età intendo) le parolacce.
Ecco quelle mi infastidiscono sempre.
Quindi cerca il tuo tono, trova il tuo modo e ricorda che stai scrivendo a quel signore che ieri ti ha portato il gatto, non al collega che fa le ecografie.

Convincente e quindi vincente !

Essere convincente a mio avviso è cosa molto importante e legata a doppio filo con l’essere credibile.
Il web negli ultimi anni si è riempito di tante e forse anche troppe informazioni e soprattutto il mondo del pet, ha avuto uno sviluppo esponenziale.
Questa crescita ha significato anche una incredibile mole di informazioni date da sedicenti “esperti”.
Questo significa che il web genera moltissima confusione e che il tuo compito è anche quello di informare in modo corretto i tuoi lettori.
L’unico modo che hai per distinguerti è quello di creare contenuti che siano certificati da una fonte certa (possibilmente autorevole) che deve essere citata.
Che sia un link, che sia un testo, quello che vuoi tu.
Ecco in questo senso devi avere il rigore dei testi accademici.
Potrai scrivere una tua opinione, frutto della tua esperienza e dirai che per te ha funzionato, ma poi dovrai dimostrare che ciò che scrivi è avvalorato dall’evidenza scientifica.

La struttura del testo di medicina per i clienti

Come avrai notato, l’immagine di copertina è un muro.
Ecco il più delle volte i testi che leggiamo sul web, quelli accademici intendo (e purtroppo non solo loro), sono dei blocchi di parole.
Fitte righe di testo, senza alcuna interruzione, nessuna evidenza nei testi, nessuno spazio… delle pagine di un libro trasferite sul web.
Quei blocchi nei tuoi articoli non vanno bene. Perché?

Perché le persone sul web hanno l’attenzione di un pesce rosso: riescono a stare su un testo non più di 40, 50 secondi a dir tanto.

Inoltre leggono prima il riassunto (dato dai blocchetti di testo che dovrai creare) e poi, forse rimangono sul testo e ricominciano daccapo.
Quindi è fondamentale alleggerire al massimo la struttura del testo, come? Eccoti alcuni consigli:

Usa le spaziature, gli elenchi puntati, il grassetto. Poche immagini ma pertinenti (ne parleremo in modo approfondito nel prossimo post).
In questo articolo Riccardo Esposito ti fa una approfondita analisi su questo argomento.
Usa titoli e sottotitoli, insomma rendi la struttura del tuo testo leggera e leggibile.

Possibilmente evita di pubblicare i PDF di articoli che hai scritto per riviste scientifiche.
Possono essere utilizzati come link verso un approfondimento, ma non vanno bene per spiegare al grande pubblico l’argomento.
Inoltre i PDF spesso non sono leggibili in modo semplice da i-phone.

Il 50% dei contenuti sul web viene oggi letto da tablet o i-phone e questo è un aspetto molto importante che devi tenere presente sempre (soprattutto se hai un tuo sito web)

I PDF potresti utilizzarli in una pagina dedicata alla rassegna stampa o alle tue pubblicazioni, per aumentare la tua reputazione (anche di questo parleremo meglio in altri post).

Infine un ultimo consiglio

Non pensare che tutte le pubblicazioni, tutti i contenuti possano essere adatti a qualunque spazio nel web.
I social network ad esempio sono un ottimo luogo dove far conoscere le tue pubblicazioni, ma se fai un post sulla tua pagina Facebook, e la fai come se fosse un articolo di un blog, è possibile che lo leggano davvero in pochi.
Le note di Facebook, potrebbero essere più adatte, ma anche in questo caso, il contenuto dovrebbe essere molto più sintetico.

LinkedIn invece, attraverso le pubblicazioni di Pulse (il link è un articolo di Martina de Nardi esperta nella comunicazione su LinkedIn)  potrebbe essere più adatto a scritti più approfonditi.
Devi quindi imparare anche a differenziare le tue pubblicazioni sul web!

Bene per oggi abbiamo finito, iscriviti alla newsletter, per non perderti i prossimi articoli e se vuoi una consulenza, contattami, trovi i riferimenti qui.

Photo credit: Apionid via Foter.com / CC BY-NC-ND

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