Intervista a Giorgio Oldani: parliamo di acari di cani e gatti

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Giorgio Oldani, medico Veterinario e socio fondatore della Clinica Veterinaria Santanna ci parla degli acari dei cani e gatti.

Buongiorno Giorgio e grazie di aver accettato di rispondere alle mie domande.
Tu sei un esperto dermatologo.
Quali sono le patologie che più frequentemente ti trovi a dover affrontare nella tua attività quotidiana?

Ciao Silvia e grazie a te per questa intervista.
Ovviamente i problemi sono sempre molti, ma legati nello specifico alla mia esperienza come dermatologo, è il prurito il sintomo che affligge più di frequente i nostri amici a 4 zampe, cani e gatti che siano.

Questo spesso è dovuto alla presenza di un parassita esterno della pelle, che spesso non è visibile ad occhio nudo, ma solo dopo un accurata visita ed un piccolo raschiato (un prelievo di pelle) che deve essere visionato al microscopio.
L’acaro appunto.

Quali sono i più frequenti nel cane e nel gatto Giorgio?

Sono molti, il più famoso è il Sarcoptes Scabiei (già il  nome è tutto un programma) che causa la Rogna Sarcoptica.

Crea una variante di rogna nel cane ed una nel gatto ma quella del cane, è più frequente.
Questo acaro non è in grado di vivere a lungo senza un ospite (non sopravvive per più di 21 giorni senza) quindi è verosimile che l’infestazione sia dovuta soprattutto alla presenza del parassita su altri cani portatori, attraverso il loro contatto, e solo raramente si contagiano attraverso un ambiente infestato.

Gomiti, garretti, muso, padiglioni auricolari, sono le zone maggiormente colpite dal prurito e dalle lesioni che gli acari creano. La pelle si modifica e forma delle scaglie e croste.
La diagnosi può essere fatta vedendo materialmente l’acaro dopo che si è fatto un raschiato cutaneo.

La Forfora che cammina

Ovviamente non è vero, ma è così chiamata la parassitosi dovuta all’acaro Cheyletiella.
Il sintomo più evidente è quello della presenza di scaglie (di cheratina -parte più superficiale della pelle- e dell’acaro stesso)con prurito poco presente, o addirittura assente.
Il motivo è spiegato nel fatto che punge la pelle solo saltuariamente.

E’ una parassitosi abbastanza subdola: altamente contagiosa soprattutto nei giovani,dove può diventare malattia invalidante nei cuccioli.
Ha andamento cronico (quindi che non si manifesta in modo evidente) nell’anziano, che per questo può diventare un portatore sano.

Questo acaro non sopravvive più di 2 giorni (il maschio, la femmina fino a 10) senza l’ospite.

Lo si può confondere con una normale dermatite ed è quindi importante porre la massima attenzione nello stabilirne davvero l’assenza o presenza.
Ha varianti che colpiscono non solo cani e gatti, ma anche i conigli e l’uomo.

Il Dermanyssus Gallinae infesta pollame, volatili selvatici e da gabbia, cani, gatto cavalli, bovini ed anche l’uomo!
Vivendo soprattutto nei nidi, o nelle crepe dei muri, il contagio più frequente è dovuto ad accesso a pollai, magari anche abbandonati o adibiti ad usi diversi, perché il loro ciclo vitale può durare anche fino a 5 mesi.

Eritemi, prurito ed eruzioni cutanee sul dorso e sull’estremità, sono i sintomi più frequenti, ma sono stati osservati casi con desquamazione della pelle, senza prurito.

E’ fondamentale capire dove è avvenuta l’infestazione, per poter trattare quindi non soltanto l’animale, ma soprattutto l’ambiente che potrebbe risultare ancora infetto.

Questo acaro è soprattutto presente nelle zone rurali, ovviamente ed è meno frequente quindi nelle grandi città. Ma ricordiamoci che anche nelle zone di periferia esistono ancora dei pollai di tipo familiare. E’ importante quindi non trascurare mai la provenienza dell’animale ed il luogo dove vive.

Davvero molto frequente è l’acaro delle orecchie è l’ Otodectes Cynotis.

Il suo camminare su è giù “pasteggiando” per il canale auricolare crea un incredibile fastidio, con inevitabile prurito alle orecchie, che si manifesta con sbattimento della testa continuo oltre che, ovviamente, con il grattamento attraverso le zampe, a volte tanto violentemente da ferirsi .
Anche il deposito delle uova crea fastidio.
Questo acaro è più resistente nell’ambiente e quindi può essere trasmesso per contatto diretto tra cani, oltre che dall’ambiente contaminato (può vivere fino a 8-12 settimane senza ospite). Anche le pulci possono essere fonte di contaminazione.
La sua presenza si manifesta con tre sintomi principali:

  • prurito alle orecchie
  • placche di cerume marrone scuro
  • odore particolare ed acre delle orecchie

La conseguenza di ciò è una otite da trattare con farmaci specifici. (Il 50% delle otiti nel gatto sono dovute a questo acaro!)
Migrano poi anche sul collo, groppa e coda, diventando particolarmente contagiosi, soprattutto nei soggetti giovani.

Una menzione va fatta anche alla rogna del gatto.

E’ abbastanza frequente, dovuta al Notoedres cati, acaro che può, più raramente parassitare anche cane, volpe conigli.
Molto contagiosa, è presente soprattutto tra i gatti randagi, che vivono in comunità.

Estremamente pruriginosa e fastidiosa, tanto da creare anche lesioni da auto-traumatismo che cominciano solitamente a livello delle orecchie, sul margine interno del padiglione auricolare, per poi espandersi alla faccia, collo, zampe e zona perineale.
Essendo caratteristica dei gatti di strada, spesso esita in forme anche gravi con la formazione di papule e croste.
E’ importante quindi valutare sempre la possibilità di presenza di questo acaro qualora si abbiano gatti con prurito molto pronunciato che può venire in contatto con gatti randagi. Il contagio infatti avviene praticamente solo per contatto, essendo un parassita che vive solo 2 o 3 giorni nell’ambiente, senza l’ospite.

Giorgio e cosa ci dici della Rogna demodettica, è un problema abbastanza grave, soprattutto se ci sono delle deficienze immunitarie, ci spieghi in cosa consiste?

rogna cani e gatti

Il Demodex è l’acaro responsabile della Rogna demodettica.

Questi acari però sono diversi in quanto vivono come commensali sull’animale per tutta la vita.
In particolare si riproducono in modo limitato all’interno del follicolo pilifero e delle ghiandole sebacee. Passano dalla madre al cucciolo per contatto diretto subito dopo la nascita durante l’allattamento.
Ad un certo punto si riescono a riprodurre in modo esagerato, causano la malattia.

Ma perché allora non tutti i cani sono affetti da Rogna Demodettica?

Perché lo sviluppo in eccesso dell’acaro è permesso da un difetto immunitario del soggetto, di tipo ereditario.

In questi cani, la malattia normalmente si manifesta in età molto giovane.
Esiste proprio una predisposizione di razza, ed i soggetti che vengono colpiti dalla rogna, dovrebbero essere esclusi dalla riproduzione.
Negli Stati Uniti, le razze riconosciute come predisposte sono:

  • American Staffordshire terrier,
  • Staffordshire bull terrier,
  • Chinese shar-pei,
  • Bouledogue Francese,
  • Pit bull,
  • Bulldog Inglese,
  • meticci,
  • Bulldog Americano,
  • Boxer,
  • Alano Tedesco,
  • Boston terrier,
  • Pinscher nano,
  • Jack Russell terrier,
  • Carlino.

Diverso è il discorso per la malattia manifesta in tarda età, o comunque nel cane maturo.
In questi casi l’ immunosoppressione che provoca il proliferare dell’acaro, non è di tipo ereditario ma di altra natura e quindi da indagare.
La demodicosi nell’adulto diventa manifestazione secondaria, un sintomo diciamo così di una malattia di tipo tumorale o metabolica che ha fortemente inficiato il sistema immunitario.
Anche terapie con corticosteroidi (cortisonici) per lunghi periodi posso provocare una situazione simile.

La malattia si manifesta con zone più o meno ampie di mancanza di pelo.

Esiste una variante anche nel gatto?

Si, è il Demodex cati: Rogna demodettica del gatto

E’ meno frequente e non di tipo ereditario nel gatto, ma non per questo meno importante.
Il proliferare dell’acaro in modo esagerato è conseguenza secondaria alla carente situazione immunitaria del micio, sulla quale quindi bisogna indagare, soprattutto per malattie come Toxoplasmosi, FIV, FeLV, diabete ed altro.

Qual è la difficoltà maggiore nella terapia di queste parassitosi?

Dal punto di vista puramente farmacologico oggi ci sono davvero molte soluzioni anche semplici, come farmaci spot on o altro.
Direi che la difficoltà maggiore sta nel riconoscimento esatto dell’acaro, di capire esattamente di quale tipo si sta parlando per affrontare la giusta terapia con il corretto protocollo, non sempre il parassita è visibile o dà delle manifestazioni di sé sull’animale.
I sintomi possono essere diversi come abbiamo visto e non sempre troppo manifesti.

Bene Giorgio grazie infinite per la tua disponibilità.

Hai dubbi o domande? Contattami, sarò lieta di darti ulteriori informazioni e indirizzarti verso il giusto professionista.

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