Come scegliere il veterinario? la guida definitiva

La scelta del medico veterinario non è per nulla semplice.

Le valutazioni da fare hanno moltissime variabili: la specie da curare (cane, cavallo, bovino, animale non convenzionale).
Le esigenza del proprietario: allevatore, allenatore/addestratore, semplice compagnia, gestore di struttura ricettiva (pensione per cani e gatti) ecc.

come scelgo il veterinario

Non è quindi pensabile oggi che un solo medico sia in grado di affrontare tutte le diverse esigenze di tutte le situazioni che si possono presentare.
E’ anche vero che non sempre i medici hanno l’umiltà di dire:”Questo non lo so fare, la mando dal dott. Tizio”, a meno che sia proprio qualcosa che non è in grado di affrontare (per fortuna non tutti sono così).
Questo porta a concludere che oggi, un proprietario possa/debba valutare la possibilità di affidarsi non ad un unico professionista ma a più medici o strutture, in base alle diverse esigenze che possono presentarsi.
“Cioè problema doppio, perché se è difficile trovare un medico, figuriamoci trovarne di più” starai pensando tu, ed invece no (o forse si, ma vedremo come fare…).

Come al solito partiamo dall’inizio e cerchiamo di capire a livello generale, quando troviamo un medico e la struttura in cui esercita, che cosa significa e che obblighi di prestazioni deve soddisfare.

Forse non ci hai fatto caso, ma la maggior parte delle strutture si definiscono Ambulatori Veterinari, ma esistono anche gli Studi Veterinari, le Cliniche e gli Ospedali.

Ognuna di queste strutture deve avere alcuni requisiti minimi garantiti per legge. Vediamo in breve quali sono. (Per i dettagli, questo è l’allegato intero da cui ho tratto le informazioni)

Studio veterinario:
Per studio veterinario si intende quella struttura veterinaria ove il medico veterinario, generico o specialista, esplica la sua attività professionale in forma privata e personale.

Prestazioni erogabili:

  • cliniche
  • diagnostiche
  • terapeutiche
  • immunologiche che non comportino la degenza.

Requisiti minimi impiantistici:

  • nella sala d’attesa e nei locali operativi deve essere assicurata un’adeguata illuminazione e ventilazione.

Ambulatorio Veterinario
Per ambulatorio veterinario si intende quella struttura veterinaria avente individualità ed organizzazione propria ed autonoma in cui vengono fornite prestazioni professionali, con l’accesso di animali, da uno o più medici veterinari, generici o specialisti, senza ricovero di animali oltre a quello giornaliero (24 ore).

Requisiti strutturali:
L’ambulatorio deve essere dotato dei seguenti locali:

  • O sala d’attesa,
  • locale per l’attività professionale (attività clinica e/o chirurgica – qualora nell’ambulatorio vengano erogate prestazioni chirurgiche di tipo ortopedico, queste devono essere eseguite in un locale separato);
  • servizi igienici, o uno spogliatoio di dimensioni adeguate al numero dei professionisti che operano nella struttura;
  • un locale o un’area per gli adempimenti amministrativi;
  • un locale per la degenza giornaliera dotato di gabbie o box.

Prestazioni erogabili:

  • cliniche,
  • diagnostiche,
  • chirurgiche,
  • terapeutiche
  • immunologiche, che non comportano la degenza oltre quella giornaliera.

Dotazioni minime strumentali, per chirurgia semplice

  • tavolo da chirurgia
  • set di ferri chirurgici
  • frigorifero;
  • sistema di sterilizzazione o apparecchio similare;
  • microscopio ottico;
  • armadietto per la detenzione dei farmaci. 2.

Per chirurgia ortopedica:

  • anestesia gassosa ovvero erogatore di ossigeno;
  • apparecchio radiologico ovvero accordo con struttura vicina.

(N.b. La chirurgia ortopedica necessita anche di una attenzione molto maggiore rispetto alla chirurgia “generica” soprattutto rispetto alla asepsi (stato di sterilità dei ferri, attrezzatura e locali in generale)

Nel caso in cui l’ambulatorio non sia dotato di apparecchio radiologico proprio, ma risulti formalmente collegato con una altra struttura che ne sia in possesso ed altresì sia dotato di un erogatore di ossigeno, ma non di anestesia gassosa, l’attività di questo ambulatorio è limitata, per quanto riguarda le prestazioni chirurgiche, all’espletamento della sola chirurgia semplice. 

CLINICA VETERINARIA E CASA DI CURA VETERINARIA
Per Clinica Veterinaria e Casa di Cura Veterinaria si intendono quelle strutture veterinarie aventi individualità ed organizzazione propria ed autonoma in cui vengono fornite prestazioni professionali da più medici veterinari generici o specialisti e nelle quali è prevista la degenza di animali oltre quella giornaliera (24 ore). La clinica veterinaria/casa di cura veterinaria individua un direttore sanitario medico veterinario. La clinica veterinaria/ casa di cura veterinaria deve poter fornire un’assistenza medico chirurgica di base e/o di tipo specialistico.

Requisiti strutturali:
la clinica veterinaria/casa di cura veterinaria deve essere dotata di

  • locali distinti: o per la sala d’attesa,
  • per l’attività clinica, o per l’attività chirurgica,
  • per i servizi igienici e
  • per la degenza ed
  • per i casi di malattie infettive e diffusive.

Dotazioni minime strumentali:

  • tavolo da visita;
  • tavolo da chirurgia;
  • set di ferri chirurgici;
  • frigorifero;
  • sterilizzatore (stufa a secco o autoclave);
  • microscopio ottico;
  • apparecchiatura radiologica;
  • apparecchiatura per anestesia gassosa;
  • analizzatore d’urgenza, compreso quello effettuato tramite i kit diagnostici;
  • armadietto per la detenzione dei farmaci;
  • elettrocardiografo.

OSPEDALE VETERINARIO
Per ospedale veterinario si intende quella struttura veterinaria avente individualità ed organizzazione propria ed autonoma in cui vengono fornite prestazioni professionali da più medici veterinari generici o specialisti e nella quale è prevista la degenza di animali oltre quella giornaliera, il servizio di pronto soccorso sull’arco delle 24 ore con presenza continuativa nella struttura di almeno un medico veterinario, i servizi di diagnostica di laboratorio.

Requisiti strutturali:
l’ospedale deve essere dotato di locali distinti:

  • per la sala d’attesa,
  • per l’attività clinica,
  • per l’attività chirurgica,
  • per l’attività diagnostica,
  • per il laboratorio,
  • per i servizi igienici,
  • un locale dove il personale medico incaricato dell’attività di pronto soccorso possa riposare,
  • ambienti adeguati per la degenza,
  • una struttura d’isolamento riservata per i casi di malattie infettive e diffusive.
  • Spazi o armadi destinati al deposito di materiale d’uso,
  • armadietto per la detenzione dei farmaci, attrezzature, strumentazioni.

Dotazioni minime strumentali:

  • armadietto per la detenzione dei farmaci;
  • frigorifero;
  • tavolo da visita;
  • tavolo chirurgico;
  • set di ferri chirurgici adeguati per l’attività espletata;
  • elettrocardiografo;
  • apparecchio radiologico;
  • apparecchio per anestesia gassosa;
  • centralina per monitorare la frequenza cardiaca, respiratoria e pressione arteriosa;
  • analizzatore di urgenza per ematologia e chimica clinica;
  • debbono essere assicurati i servizi di diagnostica ecografica ed endoscopica.

Perdonerai la lunga premessa, ma spesso queste cose non si sanno.

In breve lo studio, è solo un punto in cui si può visitare, l’ambulatorio, può essere utilizzato anche come sala operatoria, e deve avere almeno un radiologico, una clinica ed un ospedale, possono fare tutto, ma l’ospedale ha anche il pronto soccorso, che quindi deve essere sempre aperto e reperibile, oltre ad avere obbligatoriamente delle strumentazioni in più per il monitoraggio durante il pronto soccorso.

Anche le cliniche possono dare questo servizio, ma non debbono essere attrezzate anche per le lunghe degenze.

Attento però a non farti fuorviare! Essere una clinica o un ospedale, non significa AUTOMATICAMENTE essere una struttura migliore! Tutto dipende solo ed esclusivamente dal personale al suo interno.

scegliere il veterinario

Spesso infatti (o meglio a volte) i posti che devono coprire molti turni h 24, 365 giorni all’anno, hanno non poche difficoltà a trovare medici sempre allo stesso livello di preparazione. Può capitare che certi turni possano essere coperti da medici con poca esperienza, magari appena laureati, con troppo poco mestiere per essere lasciati da soli. E questo dipende dalla serietà dell’amministrazione della struttura.

Insomma non è la grande struttura, che fa la differenza ma la grande serietà.

Comunque un ospedale è in grado di gestire situazioni di emergenza e spesso, se c’è un medico poco esperto, c’è sempre un “vecchio” da chiamare per assistere il “giovane” in caso di necessità.
Quindi un primo consiglio  che mi sento di dare è:

Che tu abbia un qualunque animale: gatto, cane, cavallo o animale non convenzionale, accertati di avere un pronto soccorso nelle vicinanze. Ed in caso di animale “strano” accertati che sappiano come trattarli (chiedilo sinceramente).

Questo ovviamente perché si spera sempre che non succeda nulla, ma se succede, non devi avere anche il problema di dove portare il tuo pet. Segnati le coordinate da qualche parte e sei a posto.

La scelta del medico generico.

A prescindere dal tipo di animale che hai, convenzionale o non, avrai bisogno di gestirlo, assieme ad un professionista, almeno per la “gestione di base”: vaccinazioni, alimentazione, consigli per la prevenzione di malattie stagionali, parassitosi ecc, ecc.
Queste sono indicazioni che normalmente si trovano presso quasi tutti i professionisti in modo abbastanza omogeneo e senza troppe preoccupazioni e, soprattutto se non ci sono problemi particolari.

Se però i problemi sopraggiungono, allora bisogna accertarsi di essere nelle mani giuste.

come-scegliere-il-veterinario

Quale metodo si può utilizzare per saperlo? Ti dico come mi regolo io per scegliere il veterinario e poi ci confrontiamo!

Lascia perdere che io sono già un veterinario: anche io ne ho bisogno, perché per curare al meglio i miei pet, anche io ho bisogno di consulenti giusti.
Il mio vantaggio rispetto a te, ovviamente sono le competenze. Faccio meno fatica a capire se mi si sta dicendo una sciocchezza, ma poco cambia, il mio metodo è lo stesso che devi usare tu!

  • Parti dal nome e googola!!
    Ti sembrerà scontato, ma non lo è! Se sei in mano ad un “delinquente” o ad una persona seria, da google, salta fuori.
    Se il tuo veterinario ha avuto qualche episodio negativo, provvedimenti disciplinari o altro, da questo motore di ricerca lo tiri fuori, magari andando un po’ in fondo, non fermandoti alla prima pagina!! E già così hai fatto una prima scrematura.
  • Visita il suo sito, pagina Facebook, o profilo, insomma, cerca la sua comunicazione.
    Oggi qualunque professionista è su almeno un social, se non ha addirittura un sito internet, sufficientemente completo (un blog, o un sito su cui pubblica le sue soluzioni terapeutiche).
    Anche una pagina Facebook, può essere un buon metodo di comunicazione.
    Non tutti infatti hanno la capacità di gestire un sito internet più impegnativo.
    Da lì puoi scoprire non soltanto cosa ha da raccontare il tuo veterinario, quali sono i suoi approcci terapeutici (è un fanatico della Barf, oppure solo croccantini; non usa mai l’omeopatia, è un agopuntore… ecc, ecc.)ma anche se i suoi clienti sono soddisfatti o meno dei trattamenti proposti o già utilizzati!
    Le recensioni non vanno certo considerate come oro colato, ma certamente possono essere un indice di approccio corretto o meno verso il paziente.
  • Visita i gruppi social o i forum e chiedi anche lì.
    Anche queste indicazioni, non vanno prese come oro e verità assolute, ma puoi trovare delle indicazioni di massima.
  • Infine studia. Non ti dico che devi diventare un medico, ma è fondamentale che anche tu ti renda conto di che problema hai davanti.
    Mi spiego. Se il tuo veterinario, di cui ti fidi ti propone una cosa strana, che ti suona male (un intervento ad un arto sano come prevenzione alla zoppia che potrebbe insorgere, se anche l’altro è stato operato ad esempio), non devi per forza farlo. Aspetta, informati
    Entra in rete e cerca siti AUTOREVOLI, che spieghino la patologia di cui il tuo cane è, presumibilmente, affetto.
    Cerca altre opinioni, vai a vedere se trovi casi simili. So che non è semplice, perché si parla di cose molto tecniche, ma è l’unico modo che hai per proteggere te ed il tuo pet.

Il solo fatto che un medico sia famoso, non significa che, per forza ti sta facendo fare la cosa più giusta. Se si comporta in modo che ti suona “strano” informati, esattamente come se tu fossi dallo sconosciuto di turno! (che non significa non professionale, anzi moltissimi professionisti assolutamente sconosciuti sono ottimi).

scegliere il veterinario

Autorevolezza: questa sconosciuta!

Il problema vero della rete però è che si rischia di trovare cose scritte in modo troppo personale, da persone che non si firmano, non danno le fonti delle informazioni che hanno dato.
Il rischio è di incappare nei così detti :” SENTITO DIRE”. Ad esempio, fidarsi (nei forum e nei social) di consigli di proprietari che hanno fatto questa o quella terapia.
Questa è una pratica, purtroppo molto frequente, ma da non fare assolutamente.
Le terapie, vanno date dai medici, i proprietari ti possono dire se quel medico è stato efficace, onesto, capace, ma non può entrare nel merito di una terapia.
Il suo soggetto è diverso dal tuo!

Esistono siti molto seri, ma bisogna saperli riconoscere, scovare ed interpretare.
Di solito anche il modo di fare ricerca su google fa la differenza.
Usare termini generici e non tecnici tenderà a darti risultati di siti fatti apposta per il pubblico generico e non per tecnici. Va bene per capire in generale, ma poi devi utilizzare termini più specifici per entrare a leggere articoli più approfonditi.
Non importa se non capisci tutto per filo e per segno, potrebbe bastarti per capire che l’approccio proposto dal tuo medico è corretto, oppure totalmente sbagliato! E se proprio non riesci a capire, puoi sempre tornare nei gruppi e chiedere consigli, ci sono moltissimi medici che seguono i forum e sono in grado dai dire qualcosa in più, darti una opinione in merito.

Se poi sei proprio nella palta… contattami e vedo cosa posso fare io per consigliarti il giusto approccio. (Sai che non esercito più, e che mi affido a professionisti su cui posso mettere le mani sul fuoco, il mio approccio quindi è totalmente disinteressato, non ci guadagno un euro insomma… per dirtela fuori dai denti)

Oppure potresti scoprire altre terapie “alternative”

Quali sono gli atteggiamenti che devono farti pensare:”Chiedo un consulto e cerco un altro medico.”

N.B. Prendi sempre con beneficio del dubbio quello che ti scrivo in questo articolo, perché non si può generalizzare!!!

  • La struttura dove ti trovi non ha consulenti esterni. E’ un solo medico o al massimo due. Non li hai mai sentiti dire possiamo consultare uno specialista (ortopedico, comportamentista, oncologo, nutrizionista, dermatologo, ecc ecc.)
  • La struttura è molto grande, e ci sono sempre medici diversi, tutti sempre giovanissimi.
    Ti senti trattato come un “caso clinico” e non come una persona, sono più interessati alla cartella clinica che al paziente.
    Questo è un atteggiamento che hanno soprattutto i medici molto giovani, appena laureati. Il fuoco che arde dentro, la passione per la professione, può, a volte bruciare l’umanità necessaria all’approccio con il paziente.
    Scusali e cerca il professionista più anziano in carica, è possibile che, dopo qualche anno diventi il miglior veterinario sulla piazza!
  • Il medico pretende di curare malattie che hanno palesemente necessità di chirurgia o antibiotici, solo ed esclusivamente con metodi alternativi.
  • Il medico che ti dice: “non si può fare altro che...” . Magari è vero, ma chiedi sempre un altra opinione. In questo caso i forum e i gruppi, possono dare indicazioni davvero utili. (A me è capitato, in un caso di zoppia gravissima. Il veterinario ha detto, non si può fare nulla, io ho dato una alternativa ed il cane adesso corre felice!)

Quali sono gli atteggiamenti che ti fanno dire: “Ho trovato il posto giusto! Non devo più cercare il veterinario”

  • Un medico che ti dice (a rischio di perderti, perché sa che devi sostenere un costo aggiuntivo al suo):” Io farei così, ma se vuole chiediamo un consulto” oppure “prima di decidere preferirei chiedere un consulto”.
    L’umiltà del chiedere è la forze più importante! Serve per crescere professionalmente. L’ammissione del non sapere abbastanza. E’ una regola di vita.
  • Un medico che ha la capacità di uscire dal suo ambito per avere un approccio più generico della malattia.
    Accettare e sapere che non esiste solo un tipo di medicina, in assoluto, ma vari modi di guarire del fisico. Essere quindi in grado di consigliarti un antibiotico, come un rimedio alternativo.
    Non tutti ne hanno le competenze e non sempre servono, ma è un buon atteggiamento, a patto che non sia SOLO un approccio alternativo (vedi il consiglio che ho dato sopra).
  • La struttura o il medico che continua a cercare di crescere professionalmente, ti propone nuove tecniche terapeutiche (magari anche da “provare”, nel senso che non sa nemmeno lui bene se funzionino, perché davvero innovative). Questo dimostra che continua a formarsi e segue i nuovi approcci terapeutici.
    Ti faccio un esempio: la sterilizzazione delle femmine di cane e gatto, oggi possono essere fatte invece che attraverso un taglio sotto la pancia, attraverso dei forellini.
    Il risultato è meno dolore, nessun antibiotico (o molto ridotto) e nessuna necessità del collare elisabetta dopo l’intervento. Questa tecnica è chiamata chirurgia mini invasiva ed è molto innovativa (il link è un’altra applicazione della laparoscopia). Se il tuo medico la propone, certamente è perché si è specializzato: un approccio che denota capacità di rinnovarsi. E’ molto importante!

 

  • Anche la disponibilità del medico è un fattore molto importante. Avere un numero di reperibilità a cui rivolgersi, per un consulto, per una richiesta, un canale di comunicazione, è un fatto importante ed anche tranquillizzante. Se io so che posso chiedere, mi sento più serena.

Infine un ultima considerazione.

La maggior consapevolezza del ruolo degli animali come parte integrante della nostra famiglia, come esseri viventi e non cose, ha portato anche i proprietari ad avere sempre maggiori esigenze, sempre maggiori richieste di volere il benessere dei loro pet.

Questa pulsione deve essere sempre più forte. Siamo noi proprietari che dobbiamo chiedere ai nostri medici maggior professionalità, più informazione. Dobbiamo essere noi a chiedere e pretendere maggiori servizi, atti al miglioramento vero della salute dei nostri animali.
Ecco perché siamo noi i primi a dovere essere informati sulle nuove tecniche di medicina, di salute e benessere. Solo così potremo spingere la professione a migliorarsi. E’ la richiesta che fa l’offerta e non viceversa!

E tu, cosa ne pensi? Come hai scelto il tuo veterinario e che altri consigli potresti darmi, per migliorare questo articolo?? Aspetto i tuoi commenti!

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