Respirare è facile, capiamo perché è così importante.

Respira, il torace sale e scende, in modo automatico. Su, giù, su giù. Poi ogni tanto il torace si solleva più a lungo e fa un sospiro rumoroso. Moooolto bene, sta respirando! Ma cosa succede dentro al suo organismo, intanto?

Perché la respirazione è così importante? Ti spiego cosa avviene e come sapere se è tutto a posto!

La respirazione nutre il corpo

Quando respiriamo (noi come i nostri animali) portiamo aria pulita ai polmoni e rilasciamo aria “usata”. Il componente più importante che inseriamo nei polmoni attraverso la respirazione è l’ossigeno.
Questo viene ceduto nei polmoni al sangue, attraverso la fittissima rete di vasi che raggiunge i polmoni a livello alveolare (la parte più periferica dei polmoni).

L’ossigeno raggiunge i tessuti attraverso il sangue ed i tessuti rilasciano anidride carbonica come scambio, che viene riportata ai polmoni.
Questi attraverso l’atto di ESPIRAZIONE, (cioè quando fuoriesce l’aria) fanno uscire anche l’anidride carbonica, depurando così l’organismo.
L’ossigeno arriva ai tessuti ed organi grazie ad un “vettore” chiamiamolo così che è l’emoglobina, proteina contenuta all’interno dei globuli rossi.
E’ lei che ha la capacità di legare l’ossigeno, in quantità diversa, e comunque fino ad un certo numero di molecole. Quando questa quota di ossigeno è completa, la singola proteina di emoglobina è piena e non può più portarne altro.

Si capisce quindi da questo, perché è tanto importante la quantità di globuli rossi presenti nel sangue. Se questa quantità diminuisce, per una emorragia ad esempio, o per emolisi (distruzione dei globuli rossi) a causa di una malattia, o di un agente esterno come potrebbe essere un avvelenamento, l’organismo entra in DEBITO DI OSSIGENO, proprio per questo motivo.

E’ il motivo per cui molti farmaci che aumentano la quota di globuli rossi nel sangue, sono considerati doping, in quanto aumentano la quantità di emoglobina nel sangue e quindi fanno arrivare più ossigeno ai tessuti, che quindi hanno la possibilità di avere maggiori prestazioni.

Ovviamente la necessità della quantità di ossigeno rilasciata ai tessuti è influenzata da moltissimi fattori: il ph ad esempio.
Nei tessuti muscolari che hanno fatto uno sforzo notevole, si forma un acido, l’acido lattico. E’ quello responsabile del dolore ai muscoli dopo una corsa, se non sei allenato.
La presenza di questa sostanza sposta il Ph del sangue e quindi c’è un minor rilascio di ossigeno ed il muscolo quindi soffre (e fa male).

Le condizioni per cui c’è più o meno bisogno di ossigeno sono registrate da dei centri di regolazione della respirazione, che devono registrare la quantità di ossigeno necessaria in quel dato organo ed in quel dato momento.
Durante il riposo, la quantità di ossigeno consumata e necessaria è inferiore rispetto a quella utile per la digestione ad esempio, o durante una corsa.

Questi recettori verificano la situazione ematochimica (cioè la composizione chimica del sangue) e danno gli impulsi al cervello per aumentare la frequenza respiratoria.
I fattori quindi che influenzano l’aumento di respirazione, sono gli stessi che richiedono una maggior quantità di ossigeno.
All’aumentare dello sforzo fisico la respirazione (insieme alla frequenza del cuore) aumentano per far fronte alla maggior richiesta di ossigeno.

respirazione correre

Se la respirazione non è efficace, perché lo stato polmonare non è in buona salute, i recettori registrano uno stato di carenza di ossigeno, richiedendo quindi un aumento della frequenza respiratoria.
Ecco perché è così importante ad esempio, conoscere la normale frequenza del nostro animale quando è in stato di salute.
Gli animali di piccole dimensioni hanno una frequenza respiratoria maggiore rispetto a quelli più grandi e differenze di frequenza, sono spesso anche soggettive.  Questo parametro è fondamentale da conoscere ed osservare soprattutto perché, quando sei dal tuo veterinario, l’ animale sarà più agitato e quindi non sarà in uno stato “normale” della respirazione.

Il professionista quindi potrebbe non essere in grado di vederlo nel modo giusto e non lo può valutare come sintomo importante, anzi, il più delle volte non lo valuta proprio, considerando normale l’aumento della frequenza in quel momento.

Ma potrebbe non esserlo.

La filariosi cardiopolmonare (una specie di verme che si infila nel circolo sanguigno attraverso la puntura di una zanzara infetta) nel cane e nel gatto, è spesso asintomatica e si può manifestare con un aumento della frequenza respiratoria, dovuta ad ostruzione delle parti più profonde del polmone.
Tale sintomo spesso, passa inosservato, in sede di visita, proprio perché il medico non ritiene che sia da valutare come probante una patologia. Lo interpreta il più delle volte, come agitazione.

Ma la respirazione nei cani e gatti, ha anche un’altra funzione molto importante: è parte integrante della termoregolazione corporea.

Questi mammiferi infatti riescono a rinfrescarsi, aprendo la bocca ed aumentando la frequenza degli atti respiratori, facendo entrare più velocemente aria fresca nei polmoni, non avendo un sistema di sudorazione efficace, come invece hanno i cavalli.

La respirazione è anche dipendente dalla capacità di escursione dei polmoni, cioè dallo spazio vitale che ha questo organo di potersi espandere all’interno della cassa toracica.

Se questo spazio è occupato da altro non avrà sufficiente capacità di allargarsi, dovendo quindi compiere più atti respiratori corti e brevi, rispetto invece ad un respiro regolare e profondo.
Questo accade ad esempio quando lo spazio è occupato da grasso.

Ma se ci pensi anche quando mangi troppo, lo stomaco si dilata e ti manca il respiro, ti senti in affanno perché? perché i tuoi polmoni sono compressi dallo spazio che il tuo stomaco sta occupando “abusivamente”.
Oltre ad un fatto puramente meccanico poi, c’è anche la componente chimica. La digestione altera lo stato chimico del sangue e questa alterazione creerà una richiesta di ossigeno —> aumento della frequenza respiratoria.

La frequenza respiratoria e soprattutto la capacità dell’organismo (dell’emoglobina in particolare) di trasportare ossigeno, in fase di trattamento di emergenza o durante un intervento chirurgico, è un parametro VITALE.
In tali situazioni può e deve essere monitorato, attraverso uno strumento, assolutamente non invasivo e fondamentale nella pratica di pronto soccorso e chirurgica: il pulsossimetro.

Non è una parolaccia!

pulsossimetro

Questo strumento è organizzato con una molletta che si pinza sulla mucosa ( tipicamente e normalmente sulla lingua in caso di intervento chirurgico, oppure dove la pelle è più sottile in caso di animale sveglio e dipende anche dalla specie in cui si sta utilizzando lo strumento).
Attraverso dei diodi (immettitori di luce) che sono la parte “pinzante” della molletta, pulsano ed emettono luce rossa ed infrarossa.
L’emoglobina presente nel sangue, quando è legata all’ossigeno assorbe la luce in modo differente che rispetto a quando è libera.
In questo modo i diodi valutano come l’emoglobina rifrange la luce, segnalando la presenza o meno dell’ossigeno e la sua concentrazione nel sangue, oltre alla capacità dell’emoglobina di “trasportare e legare” l’ossigeno.
Inoltre registrano un altro parametro fondamentale: la frequenza cardiaca.

 

Avere questo strumento applicato, dà al professionista la possibilità di capire se, in fase di anestesia ci sono delle difficoltà nel trasporto dell’ossigeno, conseguente ad esempio ad una esagerata dose di farmaco, oppure in fase di risveglio, se la situazione sta andando come deve andare.
Inoltre essendo una valutazione costante dello stato di ossigenazione del sangue, piccole variazioni sono valutabili nell’immediato, consentendo di intervenire nel più breve tempo possibile.

Tutte i parametri infatti sono visualizzati attraverso un display che segnala i dati necessari ed un segnale acustico indica la frequenza cardiaca.

Risulta molto utile anche in situazioni di  emergenza per tenere monitorato lo stato dell’animale, se si sta stabilizzando oppure aggravandosi.

Il nostro organismo insomma è una macchina perfetta, con con infinite connessioni tra organi diversi. L’uno dipende dal buon funzionamento dell’altro. Non si può quindi pensare di considerare il corpo come un contenitore a compartimenti stagni!

E’ un insieme che deve funzionare in sinergia. Se crei uno squilibrio da una parte, creerai delle conseguenze a catena, in tutto il resto del corpo.

Sapevi ad esempio che il grasso in eccesso può produrre sostanze infiammatorie che hanno ripercussione su tutto l’organismo? Pensa, anche le articolazioni si infiammano a causa del grasso in eccesso, e non soltanto per il peso superiore al dovuto.

Bene ho cercato di darti una breve spiegazione, semplificata della funzione della respirazione. Ovviamente ci sarebbero molte altre cose da raccontare, ma un passo alla volta, c’è tempo per tutto!
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